domenica 1 ottobre 2017

Pietro Ferruzzi - Il fantasy non è mai stato così avventuroso e sorprendente - CAP1: "L'uomo dietro l'autore, l'autore dietro il romanzo"


Buongiorno amic* e appassionat* di fantasy!
Oggi ho il piacere di parlarvi di un autore al quale tutti possono ispirarsi essendo prima tutto una persona vera che nonostante le difficoltà quotidiane che noi tutti viviamo ha deciso di fare del fantasy, un gran bel fantasy ben degno di essere ospitato su questo blog: Pietro Ferruzzi.
In questo post andremo a conoscere l'autore in quanto tale e andremo anche a curiosare nei suoi gusti letterari, musicali, cinematografici e ficcheremo il naso in qualche aneddoto della sua vita.
Pietro sarà ospite de "Il fantasy secondo Zaffo" anche la prossima settimana, o meglio ospite sarà il suo romanzo "Il ritorno dei Berserker".
Questo perché credo che dietro ad ogni opera ci sia una persona che merita di essere conosciuta in quanto portatrice, nella propria opera, di tutto ciò che è e che ha vissuto.
Iniziamo quindi a conoscere Pietro Ferruzzi e il suo mondo preparandoci quindi ad esplorare insieme, la prossima settimana, il mondo letterario da lui creato.











Pietro, autore del ciclo "L'era della luna rossa" fa parte della scuderia di "I.D.E.A. Immagina di essere altro" ovvero, e cito testualmente "una micro Casa Editrice le cui pubblicazioni hanno raggiunto in un anno migliaia di persone, nonostante i pochi mezzi a disposizione. La nostra missione? Riqualificare il fantasy italiano tramite contenuti importanti e trame avvincenti, meravigliose illustrazioni e suggestive proposte di lettura. Il fantasy aiuta a crescere se accompagnato da contenuti sociali e messaggi importanti, aiuta a sognare in un periodo storico che uccide i sogni, ti porta a immaginare di essere altro rimanendo sempre se stessi".
Come non essere d'accordo con l'idea che I.D.E.A. ha del fantasy?
Questa filosofia, questo stile che mi sento di poter abbracciare e condividere in pieno si ritrova davvero potente nel romanzo di cui vi parlerò la prossima settimana, ovvero  "Il ritorno dei Berserker": un romanzo che, posso già anticiparvi, si presenta molto curato fin dalla copertina davvero molto gradevole nelle immagine e soprattutto, a mio parere, nei colori davvero azzeccati. Si tratta di un romanzo che colpisce davvero nel segno e mi ha colpito specialmente per la capacità dell'autore di costruire una storia dall'intreccio mai scontato e anzi pieno di inattesi e inaspettati colpi di scena: non scherzo, giuro, quando dico di aver saltato qualche capitolo per vedere come andava a finire una vicenda legata ad un particolare personaggio; poi, ovviamente, ho recuperato il capitolo saltato, altrettanto bello ed avvincente ma... Non esagero nel dire che una cosa del genere mi è capitata solo leggendo "Il trono di spade" di George R.R. Martin.
Cosa significa? Che ogni personaggio è approfondito e ben caratterizzato e che ogni vicenda che riguarda quel personaggio è fondamentale ai fini di una storia che tiene con il fiato sospeso dall'inizio alla fine: non si sa mai davvero cosa possa capitare il paragrafo successivo eppure la lettura è sempre scorrevolissima e gradevole e, cosa affatto non scontata nel panorama fantasy italiano legato alle piccole case editrici, la forma grammaticale è perfetta e l'italiano ineccepibile.

Ho parlato fin troppo! E' il momento di lasciare parola e scena a Pietro Ferruzzi, un altro alfiere del fantasy alto, del fantasy che tutti noi vogliamo ancora leggere.

Dove e quando sei nato?
Firenze il 17 dicembre 1976.
Città in cui vivi:
Firenze.
Formazione ed istruzione:
Scientifica, altrimenti perché mettersi a scrivere fantasy se non per evadere dalle leggi esatte?
Ci racconti come è nato il tuo rapporto con la lettura?
Ho iniziato a 8 anni con "La spada di Shannara" di "Terry Brooks" e da quel momento non ho più smesso. Fino a qualche anno fa ero onnivoro, mentre adesso mi sto concentrando su autori fantasy italiani esordienti/emergenti pubblicati da case editrici o tramite self publishing. Nel mio piccolo (ho un blog) cerco di dare spazio a quegli autori secondo me più meritevoli di tanti altri più famosi o stranieri.
Il libro che porteresti con te in un’isola deserta:
Solo 1? Forse "Il Signore degli Anelli", almeno così riuscirei  a ricordarmi tutti i personaggi e le loro origini!
Giochi o hai giocato di ruolo?
Giocavo, mi sono appassionato con i libri game di "Lupo Solitario", poi con un gruppo di amici ho giocato a "Dungeons & Dragons" e "Advanced D&d".
Ho vinto anche un torneo giocando come Kender. Sono un po old style eh eh eh.
E di ruolo dal vivo?
Mai fatto, non so nemmeno se mi piacerebbe…
Quando, come e perché hai sentito la necessità di scrivere letteratura fantasy?
Era da un po che ci pensavo, avevo "millemila" pensieri che mi frullavano in testa. Non sapevo nemmeno che avrei potuto cimentarmi nella scrittura di ben due romanzi.
Il fantasy è stato il mezzo attraverso il quale sono riuscito a convogliare le mie idee in una trama logica e spero avvincente, inserendo anche dei messaggi importanti. Ho cercato di modernizzare un po il fantasy classico utilizzando i soliti cliché ma evitando i personaggi stereotipati come il cattivo di turno che non ha moventi o che al momento di vincere perde tempo inutilmente in chiacchiere. Gli eroi, inoltre, non sono tali in quanto tali ma persone comuni con i loro pregi e (tanti) difetti.
Tre romanzi che ritieni imprescindibili.
Più che di romanzi imprescindibili vorrei parlare di romanzi che mi hanno fatto pensare e hanno contribuito alla mia formazione: sicuramente "Signor Malaussène" di Daniel Pennac"Lo Hobbit" e via, farò pure l’erudito, "Rosso Malpelo" di Verga.
Chiaramente ce ne sono molti altri, oggi però mi vengono in mente questi.
Consiglia tre titoli musicali ai nostri lettori (canzoni o album).
Oh mamma, i miei gusti musicali sono un po obsoleti, però ci sono tre gruppi/autori che hanno accompagnato la mia crescita: QueenMichael Franti e Tupac Shakur.
Ti voglio raccontare questo aneddoto: nei lontani anni '90 ero a un concerto di Tupac insieme ai Public Enemy e Ice-T: quando dopo l’esibizione dei Public Enemy, al posto di Tupac si presentò un gruppo sconosciuto (Five O?) qualcuno da sotto il palco urlò “We want Tupac!” (vogliamo Tupac) e Ice-T prese il microfono e rispose: “Tupac is in Jail” (Tupac è in galera). Un rimpianto che mi porto dietro ancora oggi.
Tre film che devono esser visti.
Uno l’ho visto proprio ieri: "Sleepers"; per un fiorentino non può non essere citato "Amici miei" e un altro film che ho adorato è "Il sesto senso".
Con un aggettivo, com’è il fantasy secondo Pietro Ferruzzi?
Emozionante.

Vi lascio con tre brani estratti dagli artisti preferiti di Pietro Ferruzzi, dandovi appuntamento per la prossima settimana per parlare insieme di  "Il ritorno dei Berserker", secondo romanzo del ciclo "L'era della luna rossa" di Pietro Ferruzzi.

Queen - "One Vision" (1985)

Michael Franti & Spearhead - Say Hey (I Love You)

Tupac - Changes

Zaffo